Oggi, per le aziende mediamente e molto strutturate, è indispensabile adottare una piattaforma di Process Mining. Un’esagerazione? Prima che qualcuno dica di sì, riflettiamo su che cosa vuol dire condurre un’impresa di questi tempi. In uno scenario competitivo in cui – sulla scorta delle tecnologie digitali e dall’always online – rapidità e capacità di adattamento alle esigenze dei clienti sono date per scontate, un’organizzazione deve essere flessibile e aperta al cambiamento. Nonostante ciò, tutti i dipartimenti e gli uffici devono muoversi in modo coordinato, sia in funzione dei rispettivi obiettivi specifici, sia per raggiungere i risultati di fatturato: una sfida ulteriore, visto che al tempo stesso ciascuna risorsa può – e quindi deve – lavorare il più liberamente possibile, facendo leva sulla collaboration e devolvendo le attività di routine ai sistemi di automazione per cercare di essere sempre vicino ai clienti e creare valore aggiunto. Chi riconosce in questa descrizione il proprio contesto aziendale non può considerare l’ipotesi di adottare piattaforme di Process Mining come un’esagerazione. Ecco perché.

Perché l’organizzazione oggi è parte integrante delle strategie di business

La gestione dei processi e l’abilità di plasmare continuamente la forma e le funzioni dell’organizzazione, integrando nuovi strumenti, nuovi approcci al lavoro e nuovi partner, sono quindi alla base del successo di qualsiasi impresa all’interno del mercato che si è venuto a delineare. E lo saranno sempre di più man mano che si affermeranno fenomeni inarrestabili come dematerializzazione, Industry 4.0 e smart working. L’organizzazione diventa parte integrante delle strategie e delle tattiche di business: la sua ottimizzazione non è più semplice sinonimo di efficienza e di razionalizzazione dei costi, ma di slancio evolutivo del business stesso verso la miglior trasformazione possibile degli input in output, lungo tutte le filiere.

C’è poi un altro tema, non meno importante: le nuove generazioni, nel momento in cui fanno il loro ingresso nel mondo del lavoro, puntano a carriere in ambienti stimolanti, che sappiano promuovere i talenti e che offrano strumenti di collaborazione all’avanguardia. Perdite di tempo ingiustificate, riunioni-fiume, colli di bottiglia e attività invischiate in processi mal strutturati sono fortissimi deterrenti per le persone che cercano nell’ambito professionale più di una semplice soddisfazione economica. E le imprese che puntano ad avere le migliori teste e le migliori mani devono preoccuparsi anche di questo aspetto, altrettanto strategico.

Come il Process Mining riesce a migliorare le performance aziendali

Tornando all’assunto iniziale: il Process Mining è ciò che permette alle aziende di avanzare con sicurezza, secondo tutti i punti di vista finora citati. Applicando le tecnologie analitiche ai processi e alla struttura organizzativa, le piattaforme di Process Mining permettono di studiarne le caratteristiche, evidenziando punti di forza e di debolezza, collegando le cause agli effetti e suggerendo elementi da trasformare così da migliorare le performance di business. Ogni processo è infatti determinato da precise azioni e da determinati attori, riscontrabili tutti nel log degli eventi: scandagliandone le interazioni è possibile capire cosa crea intoppi e cosa invece può generare maggior valore, sfruttando simulazioni digitali per predire quali saranno le probabili conseguenze di una modifica di una o più variabili in gioco. Ma, soprattutto, chi si occupa di change management ha finalmente l’opportunità di vedere oltre la complessità e la superficie delle prassi consolidate per spiegare alla popolazione aziendale che cosa occorre fare, quali strumenti scegliere e come adoperarli per migliorare la qualità del lavoro. Questo porta la consapevolezza degli obiettivi di business a un livello più profondo, catalizzando l’impegno dell’intera organizzazione verso il raggiungimento di risultati sempre più chiari perché condivisi.